I coronavirus (CoV) sono virus respiratori che possono causare malattie da lieviemente sintomatiche a molto severe,  dal comune raffreddore a sindromi respiratorie acute molto gravi come la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

I sintomi più comuni di un’infezione da coronavirus nell’uomo includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi conclamati, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e anche la morte.

I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

Sulla base dei dati al momento disponibili, l’OMS ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è la modalità di trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV.

E’ possibile anche la trasmissione del virus da persone infette ma asintomatiche.

Non esistono terapie specifiche per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus.

La maggior parte delle persone infette da coronavirus comuni guarisce spontaneamente. In atto si curano i sintomi con terapie di supporto per favorire la guarigione.

È possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti:

Lavarsi spesso le mani. Tossire o starnutire rivolgendosi al gomito e non sulle mani.

Adottare massima igiene negli ambienti domestici e lavorativi.

Evitare il contatto ravvicinato con gli altri.

Comportamenti da seguire in caso di sintomatologia respiratoria o rialzo di temperatura: mettersi in contatto subito con il proprio medico di famiglia per monitorare insieme, anche se a distanza, l’eventuale evoluzione del quadro clinico, e per guidarvi nel percorso più appropriato di accertamento.

Grazie anche alla raccomandazioni forti del Ministero e del Governo, il motto che unisce la buona volontà di tutti nell’osservare comportamenti individuali virtuosi per contribuire a fermare la pandemia, è #restateacasa.

E per rispondere più efficacemente in queste condizioni di emergenza, anche a distanza, noi Medici di famiglia, cerchiamo di essere presenti per i nostri pazienti, con tutte le forme di comunicazione possibile.

Io a questo scopo, in particolare mi pregio anche di sfruttare al massimo la tecnologia applicata alla mia professione, che mi permette attraverso il mio software gestionale Millewin, con la sua piattaforma Millebook di mantenere un costante contatto con i miei assistiti sia per le comunicazioni sul loro stato di salute, sia per le esigenze più pratiche come quello di ricevere le ricette per via telematica in modo sicuro ed efficace.

Noi Medici di famiglia siamo in primalinea, come trincea sanitaria del Territorio, dove si combatte la più importante battaglia contro il virus, quella della PREVENZIONE. Gli Ospedali sono il quartiergenerale del livello più grave e compromesso della realtà clinicopatologica causata dalla infezione da CoronaVirus. Eppure tutto il sistema è allo stremo: si contano i morti senza differenza alcuna, perchè sono tutti caduti di guerra, perchè sono tutte persone vittime; ma permettetemi una riflessione che ho bisogno di condividere: il personale sanitario è il compartimento più esposto al rischio di contagio, perchè sprezzante del pericolo, anticipa i bisogni altrui ai propri, e ciò nonostante non è stato approvvigionato a sufficienza di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale (i cosiddetti DPI) che gli permettessero e gli garantissero di lavorare, senza risparmiarsi come sta facendo, con la massima sicurezza possibile.

Il mio invito è quello di rispettare le raccomandazioni, anche gli obblighi se è il caso, e i consigli emanati dal Governo dal Ministero e dalla Protezione Civile, di cui io quotidianamente mi faccio portavoce, e soprattutto rafforzate l’arma di difesa più importante che è #restareacasa.