In una logica di rete assistenziale multidisciplinare, dove ognuno con il proprio ruolo, in sinergia con gli altri professionisti, contribuisca all’appropriatezza delle cure, io cerco di relazionarmi sempre con i colleghi specialisti con un dialogo aperto e costante, sempre nell’interesse del percorso di salute dei miei pazienti.

Non mi risparmio mai nel mettere al corrente i colleghi, del paziente di cui chiedo consulenza, inviando una lettera di presentazione del quadro clinico e terapeutico complessivo, comprendente altre patologie e/o terapia, rispetto al problema che implica la visita specialistica, così da non incorrere in fraintesi, omissioni e dimenticanze, anche se in buona fede. Mi attivo spesso nel cercare il contatto diretto con i colleghi specialisti, per assicurare ai miei assistiti un iter scorrevole senza incomprensioni o intralci.

Dedico sempre qualche momento di approfondimento con i miei assistiti circa le normative vigenti a tutela dei loro diritti, spiegando nello stesso tempo i limiti che queste normative pongono al mio operato. Qualche esempio su tutti:

 

  • l’obbligo dell’uso del ricettario da parte degli specialisti operanti in convenzione SSN, a conclusione della loro consulenza, qualora ritengano necessario proseguire l’iter diagnostico con ulteriori esami di laboratorio, strumentali o indagini specialistiche. Tutto ciò a favore dell’utente, che potrà agevolmente, già immediatamente dopo la visita, provvedere a prenotare le altre prestazioni, con un guadagno di tempo e una migliore logistica.
  • l’obbligo di indicare con il timbro e la firma anche il numero di iscrizione all’ordine dei Medici di appartenenza, per permettere a me di condividere le indicazioni terapeutiche o gli approfondimenti diagnostici in modalità suggerita.
  • l’obbligo da parte degli specialisti, di certificare il periodo di malattia (astensione dal lavoro) dell’assistito, qualora l’attribuzione di riposo domiciliare sia l’esito della loro valutazione clinica e del loro atto medico.

Non si può e non si DEVE assolutamente demandare tale procedura al Medico di Famiglia, perché non potrà assecondare una simile richiesta.