Carissimi, nell’ augurarvi Buon natale e Buone feste, mi soffermo solo a condividere con voi alcune riflessioni. Viviamo ancora un tempo di pandemia, che nonostante la recrudescenza della diffusività della variante del virus, ci ha dimostrato e continua a farlo, che i vaccini rappresentano uno strumento fondamentale di “convivenza” con il Virus che circola, senza rischiare conseguenze di malattia da SARS-COVID2 e di ricoveri in ospedale. Pertanto il mio invito, sereno, convinto e assolutamente affidato alla scienza e coscienza, da cui mio faccio guidare nel mio ruolo nei vostri confronti, è di vaccinarvi e farlo con altrettanta convinzione e serenità.

NON CREDETE IN ME SOLO QUANDO MI CHIEDETE aiuto per una lombalgia, o affrontiamo percorsi di diagnosi e terapia che per voi rientrano nella “normalità” quotidiana fatta di farmaci e soluzioni che comunque mettono a dura prova il nostro corpo accettando quel compromesso del “farmaco” tra beneficio e “maleficio (effetti indesiderati, collaterali e avversi)… CREDETE IN ME SEMPRE, perché anche quando caldamente vi consiglio di vaccinarvi… sto svolgendo il mio lavoro al meglio nei vostri confronti, cercando di mettere a vostra disposizione il mio saper essere e il mio saper fare.

È da molto che non scrivo: sono stati mesi molto impegnativi. Siete arrivati in tanti… ma questo era prevedibile: siamo ancora in pochi rispetto ai colleghi che stanno andando in pensione! Molti di voi arrivano carichi di un rapporto ventennale con il medico curante precedente, durante il quale inevitabilmente si sono creati usi abitudini relazioni e dimensioni di relazioni che ora possono non trovare più spazio e modo di esprimersi con “la nuova dottoressa”; ho la convezione in MMG da quasi 10 anni e da subito mi sono data io per prima delle regole, che a mia volta ho imparato assimilato vissuto e condiviso con i miei maestri, perché da sempre ho amato questa professione e da sempre ho desiderato farla al meglio delle mie possibilità.

Il cambiamento è sempre reciprocamente destabilizzante, soprattutto quando implica instaurare un piano di comunicazione che ci porti sempre più verso la fiducia e l’affido: non è facile, occorre tempo, disposizione d’animo e rispetto. Non mi permetto di entrare a gamba tesa nelle vostre vite e in quelle delle vostre famiglie, ma scegliendomi come vostro medico curante affidate a me il nodo più prezioso che vi contraddistingue: la vostra salute e i momenti di non salute e la vostra capacità e la vostra paura di affrontare i problemi. Questo e molto di più mi consegnate quando mi scegliete come vostro medico, e sento tutta la responsabilità che c’è nel farmi carico di tutto questo.

E per fare tutto questo non si può improvvisare, non si può più lavorare alla giornata, occorre organizzarsi per avere e dare tempo e spazio all’incontro, momento fondamentale di scambio reciproco con voi, per avere tempo e spazio di assolvere a tante incombenze che non sono più l’eccezione, l’una tantum… ma la quotidianità professionale. La pandemia ha catalizzato modalità operative nuove come l’utilizzo della mail, per mantenerci in in contatto: ma ha distorto la percezione dei tempi di risposta che sono propri di questa modalità di comunicazione, che non è in tempo reale (come una telefonata) ma in uno spazio differito, che è nuovo pure per noi medici di medicina generale, e che abbiamo dovuto necessariamente trovare e ritagliare fuori dai tempi di attività di studio, con tutto quello che comporta a livello della nostra vita personale e familiare: Sì perché anche noi cerchiamo di avere una “vita” oltre la priorità che ci imponiamo per voi i vostri bisogni e le vostre esigenze.

Moltissimi di voi si lamentano di trovare sempre il telefono occupato e ingenuamente quasi rivendicando un diritto, chiedono una seconda una terza una quarta… forse anche una milleepassa linea telefonica dedicata, con altrettanto, dite, “aumento del personale”: con un sorriso benevolo vi dico, pensiamo intanto a usar bene il telefono, non sfruttando il tempo della telefonata per lamentarvi di questo con la mia collaboratrice, mettendovi nei panni di chi come voi sta chiamando e trova occupato, si spera per il minor tempo utile a esprimere la propria richiesta. Come già sapete, e potete consultare il link per approfondire, ricevo per appuntamento, scegliendo di accogliervi nel miglior modo possibile dedicandovi il miglior tempo possibile con attenzione e dedizione: anche questo per molti di voi non è stata cosa gradita, e me lo avete espresso a volte sconfinando i limiti del dialogo sereno e della lamentela. Spesso di fronte alle vostre esternazioni, sono tornata a casa amareggiata, domandandomi cosa potessi migliorare: ma riflettendo bene, a farmi star male non è tanto la lamentela ma il modo con cui alcuni di voi si rivolgono ed esprimono il loro disappunto.

La mia attività quotidiana ha bisogno di organizzazione di coordinazione di attenzione nei vostri confronti: riserviamo all’appuntamento il momento di “visita”, quella fatta ancora con la mano sul paziente di esame obiettivo e quant’altro… di confronto su tematiche che altrimenti sarebbe impossibile dirimette al telefono o per mail… cosicché tutti possiate trovare in tempi brevi il vostro spazio e il vostro tempo.

La giornata è fatta per noi a volte anche di 12–15 ore di lavoro, di cui la metà risulta quasi dovuta, invisibile, tacita,scontata, impercettibile ma necessaria e indifferibile.

Non smetto di mettermi in discussione cercando di migliorare, non voglia mancare di rispetto a nessuno, non voglio impormi a nessuno perché siete sempre liberi nel vostro disappunto e nella vostra non approvazione di scegliere altri medici che possano interagire combaciando perfettamente con le vostre aspettative…

Io ci metto la faccia ogni giorno cercando con voi sempre quel filo trasparente di intesa di comprensione che ci permetta reciprocamente quel passo oltre, verso il meglio del nostro rapporto, verso quella magia di affido che ci regala tanto di più che le terapie farmacologiche.

Nel mettere a vostra disposizione tutto il meglio della mia professione, mi pregio di essere affiancata da una impeccabile collaboratrice, Caterina, che per me è stata un dono in questo percorso che diventa ogni giorno nuovo per le mille sfaccettature che insieme e insieme a voi dobbiamo affrontare.

Vi saluto, augurandovi di togliere spazio alle paure, di staccare la spina al’egoismo, di credere nel prossimo sempre con buona fede e solidarietà… di avere fede nell’affrontare problemi che a volte sembrano insuperabili e di avere la forza e il coraggio e l’orgoglio di chiedere aiuto quando sentite di non farcela da soli…

Vi saluto augurandovi di credere sempre nell’Amore… perché quando il cuore si apre all’Amore è sempre Natale di rinascita.

Auguri dal vostro Medico di famiglia.

Elisa Tese’