Cari assistiti, ho sempre ampiamente parlato con voi del vaccino, del suo significato e della sua importanza. Ma quest’anno ancor più tengo a ribadirvi il suo valore scientifico e sociale in un periodo in cui la nostra comunità da mesi vive la pandemia, anche se inizialmente più alla lontana, ora purtroppo con insidie sempre più concrete. Sarà fondamentale, grazie alla vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica, ridimensionare l’impatto dell’influenza da un lato, e dall’altro semplificare, si spera, la diagnosi differenziale dei casi sospetti di CoViD-19.

Il vaccino, però, nella sua azione di tutela di sé stessi e del prossimo, ha bisogno di un supporto indispensabile, ora più che mai, che è la disciplina civica del rispetto delle regole: mascherina sempre e comunque, quando ci si trova in luoghi frequentati da altri, e distanziamento più possibile, io credo, senza per questo minare alla dimensione relazionale di cordialità e affetto.

Non si tratta di ottimismo o pessimismo, o allarmismo: il nostro buon senso deve avere la meglio e deve guidare il nostro senso di responsabilità individuale e di comunità.

È da qui che bisogna cominciare e ricominciare se vogliamo salvaguardare gli aspetti anche ludici e sociali della nostra quotidianità, sapendo che, salvaguardando egoisticamente questa possibilità, avremo fatto una buona azione per salvaguardare le persone che vivono lavorando per offrirci quegli aspetti di svago e convivialità.

E poi ci sono le scuole e la loro popolazione di docenti, personale e studenti: un ambito molto complesso da gestire in prevenzione CoViD-19. Il mio auspicio è, che con il supporto dell’Ufficio Scolastico Regionale, si arrivi ad una interazione sempre più omogenea nella gestione dei casi sospetti, considerando noi Medici di Famiglia alleati professionisti competenti, e non soltanto prescrittori di certificati rattoppa buchi per una medicina difensiva prestata alla burocrazia scolastica. Ricordo che tutto il personale scolastico, dirigenti, docenti, personale ATA e amministrativi, possono beneficiare, come categoria indicata, della vaccinazione, e per questo vi invito a contattarmi nei prossimi giorni e concordare con me, la prenotazione.

Consiglio inoltre di attivare l’app di Immuni sul proprio smartphone, e per chi non avesse dimestichezza con il dispositivo cellulare, si faccia aiutare da figli, nipoti o amici: è uno strumento a disposizione, che meglio funziona se diffuso il più possibile e usato correttamente.

Molti di voi, che prima non si sono mai vaccinati, quest’anno mi hanno chiesto se possono. Io non ho mai negato la vaccinazione a nessuno intercettando sempre un aspetto clinico o di stile di vita, che vi facesse rientrare nelle categorie protette indicate dal Ministero, per operare sempre nella verità scientifica e professionale.

Quest’anno, non poche criticità sono legate a questa campagna vaccinale: in primis la distribuzione di quantità sufficienti a noi Medici di Medicina Generale per il quantitativo corrispondente alla nostra popolazione di assistiti candidata, e contemporaneamente alle farmacie, dove chi non rientra in quelle selezioni indicate, può acquistarlo, e vaccinarsi comunque.

Perché è così importante vaccinarsi? Perché la buona azione di tutela e prevenzione che facciamo nei confronti di noi stessi e della nostra salute, si traduce e si trasforma di conseguenza in un comportamento oblativo a tutela della salute degli altri, e di ritorno ancora della nostra e dei nostri cari.

E io credo fortemente che una società che vive di libertà e di rispetto, debba partire da questo senso di protezione reciproca, perché se pensi al bene degli altri, non potrà mai essere a discapito del tuo, ma ne puoi solo trarre i benefici.

Sarebbe stato auspicabile che le istanze e le richieste espresse dalla mia Istituzione Sindacale, FIMMG, e cioè la possibilità di fruire di ambienti all’aperto o locali molto ampi e sorvegliati da una sanificazione strutturata, messi a disposizione dai Distretti sanitari per conto dell’ASP a favore di una attuazione del gesto vaccinale a norma delle regole vigenti di prevenzione CoViD-19, venissero accolte e recepite; ma ad oggi nessuna interlocuzione richiesta ha avuto l’esito sperato; pertanto in assenza di altre disposizioni, cercherò di procedere comunque a garantire la vaccinazione al meglio delle condizioni di tutela, sia personale, che dello studio dove vi accolgo.

 

Nei prossimi giorni, appena sarò in possesso del primo contingente di vaccini, ve lo comunicherò e potremo telefonicamente stabilire quando somministrarlo.