Quando ho scelto di fare il Medico di Famiglia, ho scelto la persona, la parola, lo sguardo, il sorriso oltre la serietà, ma anche la carezza, l’abbraccio, l’afflato che annulla ogni distanza, ogni difesa, ogni timidezza, e sempre nel rispetto della professione e del suo rigore scientifico. Cerco sempre il dialogo per arrivare alla vostra sensibilità, e come strumento per accordare la mia frequenza alle note uniche e originali che compongono lo spartito di ognuno di voi. Non sempre la quotidianità è serena, facile e scorrevole, anzi: spesso ci si ritrova a dover chiarire, spiegare e cercare la buona fede a tutti i costi, per certe incomprensioni o fraintesi; e in questo non perdo mai la voglia di trovare insieme a voi, cari assistiti, quel punto d’incontro, che ci “fa riconoscere”, come dice il mio Amico Silvestro Scotti.

Il momento difficile e complicato che stiamo affrontando, mette a dura prova tante emozioni, tanti sentimenti e rischia di far emergere soprattutto solitudine, malinconia, paure, e incertezze.

Io vorrei essere per voi non solo il medico dei vostri problemi, ma il medico soprattutto per la vostra salute, dell’anima come del corpo, ed è per questo che vi esorto, e mi stringo a voi in questo, a tradurre tutte quelle sensazioni buie e negative in una forza che prende sempre più vigore giorno dopo giorno, dai piccoli gesti quotidiani, ritrovando nelle piccole cose vissute pienamente il vero senso per cui valga pena andare avanti con buona volontà e fiducia.

Alcuni di voi hanno condiviso con me la loro esperienza di malattia COVID, oltre quelle che già combattiamo insieme ogni giorno, e spero possiate sentire la mia presenza rassicurante anche adesso, che il peggio è passato; altri tra di voi, vivono le difficoltà economiche legate al lavoro, compromesso dalla crisi incalzante per la chiusura e le restrizioni: vi chiedo di non mollare, di non perdere fiducia, di aggrapparvi all’amore per la vostra famiglia e per i vostri amici, per resistere e superare quanto più possibile questo momento. Sì perché, l’Amore, non ce lo porta via niente e nessun virus, e può rappresentare davvero il pilastro che non ci fa crollare.

Tutto il resto è dettaglio, disse qualcuno più importante di me (Albert Einstein): non vanifichiamo i sacrifici fatti finora, perché esasperati dalla mascherina, dal distanziamento, dalle cene a 4, dal confinamento in comune, dal non shopping, dal non aperitivo. È vero che noi siamo fatti anche di tempo di leggerezza, di spensieratezza di svago e convivialità… ma ogni giorno scompare un piccolo borgo, un piccolo paesino di provincia, ogni giorno ancora si spezzano, vite, legami, famiglie, storie, e nel modo più crudele.

Io ho scelto il mio lavoro perché credo fortemente che sentire la sofferenza altrui come propria, ci mette in una condizione di accoglienza e condivisione che ne allevia il peso per chi la vive in prima persona.

In questo momento il più grande gesto di solidarietà umana sociale, è accogliere proprio il dolore di chi ancora sta combattendo la malattia da Coronavirus, di chi ha perso la battaglia e delle persone che amano, e non possiamo farlo senza osservare rigorosamente le regole indicate come strumento essenziale di prevenzione e contenimento della diffusione del virus, e ognuno deve fare assolutamente la propria parte, anche se tutto ciò implica sacrificare l’incontro con i nostri cari, lontani o che non vediamo da mesi: è l’unico modo per proteggerci a vicenda, aspettando il tempo migliore per assaporare quell’abbraccio: “La salute ci consente di godere la vita, la malattia di comprenderne meglio il significato.” (E.B.)

È il comune sentire che ci salverà, è l’Amore che ci salva, e ci salverà, sempre e comunque… perché quando il cuore si apre all’Amore, è sempre Natale. Auguri di tanta salute e serenità.

Il vostro medico di famiglia.